Rina Bovrisse fino a novembre dell'anno scorso gestiva quasi 500 dipendenti del marchio italiano nei 40 negozi giapponesi e ha presentato un'azione legale contro l'azienda italiana dopo aver ricevuto lo scorso maggio da Davide Sesia, ceo di Prada in Giappone, l'ordine di licenziare 15 dipendenti perche' "brutti vecchi e grassi e non in linea con lo stile Prada".
Una parte di loro, ha detto, ha deciso di andare via dopo ordini di trasferimento e retrocessioni di livello. Lo ha riportato il "Japan Times". Attraverso le colonne del quotidiano la manager ha annunciato una nuova azione legale e ha denunciato di aver subito personalmente degli atti discriminatori da parte dell'amministratore delegato.
"Si vergognava della mia bruttezza e non voleva che i visitatori provenienti dall'Italia mi vedessero", ha detto Bovrisse, raccontando che secondo David Sesia, se lei voleva continuare a lavorare per la casa italiana, avrebbe dovuto cambiare pettinatura e dimagrire.
La manager ha raccontato che dopo le sue manifestazioni di dissenso sulle direttive arrivate dall'alto e' stata prima retrocessa di livello e poi sospesa temporaneamente.
Il quotidiano britannico "Telegraph" ha pubblicato una dichiarazione di Prada in cui si annuncia che "il tribunale giapponese ha respinto tutte le accuse della dipendente e' ha confermato che il licenziamento di Rina Bovrisse e' perfettamente legale". La pagina del Telegraph su internet non e' disponibile.
La notizia fa il giro dei blog
Rilanciata venerdi' scorso in prima pagina dal Japan Times, la vicenda dei presunti maltrattamenti di dipendenti di Prada Giappone perche' "vecchi o brutti" e' al centro di commenti a Tokyo, soprattutto nell'ambiente della moda e su alcuni blog del Sol Levante.
Un top manager di uno dei principali esponenti delle griffe italiane non ha nascosto la sorpresa per quanto accaduto, anche per "l'esposizione data alla controversia. In fondo - ha detto all'agenzia Ansa, a condizione di anonimato - nel nostro settore gli attriti sono all'ordine del giorno, ma i fatti raccontati sono un po' forti, come quello di costringere i dipendenti a comprare oggetti dello stesso brand per il quale si lavora".
In una nota inviata all'Ansa, Prada ha osservato di essere "stata oggetto di un articolo accusatorio in merito a comportamenti lesivi di una sua dipendente", e ha tenuto a precisare che "il tribunale ha respinto tutti gli addebiti della dipendente e confermato la legittimita' del licenziamento della signora Rina Bovrisse".
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