(ASCA) - Roma, 20 apr - La Corte dei Conti, ascoltata oggi con il suo presidente Luigi Gianpaolino dalle Commissioni Bilancio di Camera e Senato sul Def, ha valutato positivamente il Documento, che recepisce le nuove regole europee, innovando significativamente l'impianto della documentazione che sorregge la prossima sessione di bilancio. In particolare, e' stata apprezzata l'alta qualita' delle informazioni tecniche e metodologiche alla base delle proiezioni tendenziali e programmatiche relative al periodo 2011-2014, che ha consentito di colmare una delle carenze che piu' volte anche la Corte aveva evidenziato negli anni precedenti, con riferimento ai principali documenti programmatici. Non mancano, tuttavia, alcune perplessita'. In particolare, e' stato evidenziato come sia assunto un andamento tendenziale del bilancio pubblico meno favorevole di quello adottato nella Decisione di finanza pubblica dello scorso settembre. Tale scenario parrebbe comportare, al fine di conseguire l'obiettivo di sostanziale pareggio di bilancio, fissato dal Programma di stabilita' per il 2014, una manovra correttiva, ipotesi che, ad avviso della Corte, desta qualche perplessita', anche alla luce degli andamenti della finanza pubblica influenzati dal permanere di condizioni di crescita lenta, che riducono la dinamica del gettito e rendono piu' difficile sostenere i costi di un programma di riduzione della spesa pubblica. Il problema irrisolto nel nuovo scenario, sempre ad avviso della Corte, appare dunque quello legato alla perdurante difficolta' dell'economia italiana a recuperare ritmi di sviluppo in linea con quelli prevalenti negli altri Paesi europei che sono piu' speditamente avviati a recuperare i tassi di crescita pre-crisi. A giudizio della Corte, infatti, se da un lato il documento adotta un approccio pienamente coerente con le raccomandazioni europee e con gli obiettivi di ripristino della stabilita' finanziaria, prevedendo numerose misure con un impatto basso o nullo sui conti pubblici, ma con significativi effetti sull'economia, dall'altro l'impostazione ha solo in parte natura programmatica essendo prevalentemente orientato a consolidare ex-post, all'interno di un organico programma di riforme, le azioni gia' intraprese. La Corte rileva infine come l'impulso espansivo del programma di riforme fin qui attuato risulti limitato, non essendo sufficiente a condurre i valori di crescita in prossimita' di quel 2% che rappresenterebbe il valore in grado di conciliare l'obiettivo di riduzione congiunta dell'indebitamento e del debito pubblico, come richiesto dalle nuove regole europee.
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